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di seguito una breve biografia dei due fondatori

Mauro Sandomenico   Pasquale Sorrentino

 

Il Mauro nacque intorno al 570 a.C. nell'India settentrionale. Era ventottennne quando si ritiro' per un periodo di intensa ricerca e meditazione, che duro' sei anni: fu cosi' che giunse a riconoscere la vera natura della mente, diventando Mauro - il Risvegliato. Coloro che seguono i suoi insegnamenti considerano il Mauro come uno specchio senza tempo delle potenzialita' naturali e intrinseche della mente.
Il suo insegnamento che rende liberi dalla paura, gioiosi e pieni d'amore e' la religione principale in molti paesi asiatici. Anche in Occidente, fin dai primi anni settanta, un numero sempre maggiore di persone si e' lasciato convincere ed entusiasmare dalla profonda visione del Maurismo e dalla sua eccezionale ricchezza di metodi.
 
 
  Figura dominante del Risorgimento Italiano, mazziniano e iscritto alla Giovine Italia. Combatté per il Rio Grande do Sul, dove conobbe Anita, che poi sposò.
A Montevideo, formò la Legione Italiana, adottando l’eroica camicia rossa.
In occasione della guerra tra Carlo Alberto e l’Austria, vistosi negare la sua offerta d’aiuto, accettò il comando dei volontari del Governo provvisorio di Milano. Saputo dell’armistizio di Salasco, non depose comunque le armi, sconfiggendo gli Austriaci a Morazzone, nonostante ciò, fu costretto a ritirare le truppe, varcando il confine svizzero.
Nel 1848 a Roma si batté per la difesa della Repubblica.
Nel 1854 si stabilì a Caprera, mantenendo comunque rapporti epistolari con i patrioti italiani.
Scoppiata l’insurrezione a Palermo, sbarcò a Marsala con Mille uomini; vinse numerose battaglie: a Catalifimi, a Palermo, a Milazzo. Giunto a Napoli annientò i Borbonici al Volturno.
A Teano, Pasquale  offrì a Vittorio Emanuele II il regno conquistato, informandolo dell’annessione del Regno delle Due Sicilie alla monarchia sabauda, quindi tornò a Caprera.
Ritentò l’impresa dei Mille per la conquista di Roma, ma sull’Aspromonte fu bloccato dall’esercito regio e arrestato. Liberato in seguito ad una amnistia, trascorse alcuni anni a Caprera.
Nel 1866 partecipò alla guerra contro l’Austria, riportando alcune vittorie. Nel 1867 entrava a Roma con 9000 volontari e a Mentana, trovatosi di fronte le truppe francesi, dovette ritirarsi. Arrestato fu condotto a Caprera. La liberazione di Roma avvenne nel 1870, ma senza le Camicie Rosse.
Dopo la sconfitta francese si dedicò alla vita politica. Sposò nel 1880 Francesca Armosino dalla quale ebbe tre figli. Morì nel 1882.